Formazione Permanente

La formazione permanente comprende le varie forme di apprendimento che  incrementano conoscenze, capacità e competenze per  una crescita  professionale e personale.
Fondamentalmente si può parlare di tre tipi di apprendimento:
1. formale: percorsi di offerta pubblica di istruzione e formazione;
2. non formale:  percorsi di apprendimento che non danno luogo a qualifiche o diplomi ufficiali;
3. informale: ogni forma di apprendimento acquisito nelle situazioni di vita quotidiana, nell’ambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero.
L’integrazione delle varie dimensioni dell’apprendimento in un unico sistema integrato è una delle priorità europee cui anche l’Italia sta lavorando. Si tratta di creare reti territoriali tra scuole, enti di formazione, università, centri territoriali per l’istruzione degli adulti, servizi per il lavoro, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, imprese e loro rappresentanze datoriali e sindacali e di definire norme generali e standard condivisi per validare le competenze e le conoscenze acquisite nei diversi contesti.
Un riferimento importante a livello europeo in questo ambito è rappresentato dal Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l’apprendimento permanente (EQF – European qualification framework – Quadro europeo delle qualifiche), uno schema di riferimento per tradurre le qualifiche e i livelli di apprendimento dei diversi paesi. Gli Stati membri sono chiamati, su base volontaria, a ridefinire i propri sistemi di istruzione e formazione, in modo da collegare i sistemi nazionali di riferimento e l’EQF.
Si applica a tutte le qualifiche, da quelle ottenute in un percorso di istruzione obbligatoria, ai livelli più alti di istruzione e formazione accademica, tecnica o professionale.
Per quanto riguarda la costruzione del sistema, l’Italia si è dotata di un quadro di definizione condiviso sulla materia; degli standard minimi di riferimento per validare e certificare le competenze; del repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali; degli standard degli attestati e dei certificati spendibili a livello europeo; di un sistema di monitoraggio e valutazione (D.lgs. n. 13 del 16/01/2013). Ciò permette di rendere più trasparenti e spendibili le competenze acquisite in tutti i contesti (lavoro, vita quotidiana e tempo libero), facilitando la mobilità geografica e professionale e accrescendo l’integrazione e personalizzazione dei servizi di istruzione, formazione e lavoro.